Pre-wedding o Post-wedding?
- stefanolunardi
- 2 ore fa
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Pre-Wedding e Post-Wedding: perché le foto più belle nascono quando smetti di pensare alla macchina fotografica, sempre.


C'è una domanda che mi fanno quasi tutti gli sposi, prima o poi.
"Stefano, ma noi non siamo molto a nostro agio davanti all'obiettivo. Ci sentiamo un po' bloccati."
E io sorrido. Sempre. Perché lo so già come andrà a finire.
Il pre-wedding non è una prova generale. È il primo capitolo.
Molti pensano al pre-wedding come a una sessione di allenamento: ci si abitua alla macchina fotografica, si imparano le pose, si testa la chimica con il fotografo.
In parte, sì. Ma è molto di più.
Il pre-wedding è il momento in cui vi raccontate. Non a me — a voi stessi. Quella passeggiata in un posto che amate, quella luce del tardo pomeriggio, quell'ora in cui siete solo voi due, senza invitati da accogliere, senza lista da spuntare, senza nessun altro posto dove essere.
Io ci sono. Ma imparo presto a diventare invisibile.
Non perché sparisca — ma perché con me si comincia a dimenticare la macchina fotografica. Accade quasi sempre, e accade in fretta. Un momento state pensando "come mi muovo adesso?", e quello successivo state ridendo di qualcosa che solo voi capite. Ed è lì, in quell'istante preciso, che scatto.
Non la posa. Il momento.
E quando la coppia guarda quelle foto, spesso mi dice: "Ma queste le hai fatte tu? Non ci eravamo nemmeno accorti."
Ecco. Esattamente quello che volevo.
Il post-wedding è il regalo che vi fate dopo.

Il giorno del matrimonio passa. Passa in fretta. Le emozioni si sovrappongono, i volti si moltiplicano, i momenti scivolano via come acqua tra le dita.
Il post-wedding è diverso. Radicalmente.
Non c'è nessuno da ringraziare. Nessun bouquet da lanciare. Nessun orario da rispettare.
Ci siete solo voi, la vostra storia appena iniziata, e una luce che aspetta di raccontarla.
Il segreto del post-wedding? Divertirsi. Davvero. Senza pensare alle foto che verranno, senza preoccuparsi del risultato, senza fingere un'emozione che non sentite. Portate con voi qualcosa che vi appartenga — un posto, un'abitudine, un gesto che fa parte di voi come coppia. Io mi adatto a voi, non il contrario.
Perché le foto più vere non nascono dalla perfezione. Nascono dall'abbandono.
Dal momento in cui smettete di essere "gli sposi in posa" e tornate semplicemente a essere voi.
Dopo 25 anni e centinaia di matrimoni, ho imparato una cosa sola: nessuno ricorda la posa. Tutti ricordano come si sono sentiti.
Il mio lavoro non è farvi sembrare belli. È farvi sentire liberi — e poi fermare quell'istante per sempre.
Tutto è fugace, ma ciò che rimane è il ricordo. Scalda il nostro cuore e nutre la nostra anima.

Pronti a partire insieme?



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